Giorn. It. Ost. Gin. Vol. XXVIII - n. 12

Dicembre 2006

 

 

Il ruolo dell’UPIGO, dell’UEMS/Section of Gyn. Obs. e dell’EBCOG

nell’attuale ordinamento della Specializzazione in Ginecologia ed Ostetricia

 

Le istituzioni ginecologiche internazionali in Europa

 

G. Adinolfi

 

 

Le organizzazioni internazionali della nostra specialità come quelle, ovviamente, di altre specialità sorgono e si sviluppano parallelamente o, meglio, conseguentemente ai grandi avvenimenti e cambiamenti politici che hanno interessato l’Europa dopo la tragedia dell’ultimo conflitto mondiale, cambiamenti, come tutti sappiamo, in continua evoluzione. Per potere comprendere il sorgere e l’evoluzione di queste istituzioni occorre, pertanto, risalire agli anni del dopoguerra allorché, messi da parte gli esasperati nazionalismi, si incominciava a pensare ad una Europa delle Nazioni, ad una Europa Unita. Fu una grande personalità dell’epoca, lussemburghese di nascita ma naturalizzato francese, Robert Shumann, che nel 1950 riusciva ad imporre la Comunità Europea del Carbone e dell’Acciaio (CECA), primo germe, possiamo dire, della futura Europa; da questo momento si assiste a tutto un fervore di iniziative “in senso europeo” che, grazie all’opera di altre grosse personalità, tra le quali non possiamo fare a meno di ricordare il belga Paul Spaak, il tedesco occidentale Conrad Adenauer, l’italiano Alcide De Gasperi, portarono, successivamente, alla fondazione della Comunità Europea dell’Atomo (EURATOM), alla Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e culminarono col Trattato di Roma del 1957 che istituiva la Comunità Economica Europea, la CEE, conosciuta anche come Europa dei sei o piccola Europa e che comprendeva la Germania Occidentale, la Francia, l’Italia ed il Benelux. La CEE è stata la prima grossa pietra miliare dell’attuale Europa dei 25 Stati ai quali se ne aggiungeranno ancora. Fu proprio in questo nuovo clima e nella scia di quegli avvenimenti che, come dicevamo all’inizio, sorgono e poi si sviluppano in Europa le Istituzioni di cui ci occuperemo. 

Il primo germe di organizzazione ginecologica internazionale sorse in Francia nel 1951: infatti, in quell’anno, il Sindacato Nazionale degli Ostetrici-Ginecologi Francesi (SYNGOF), la più importante associazione della Specialità in Francia, riunitosi a Parigi, propose la creazione di un Comitato Internazionale di Coordinamento delle Organizzazioni Professionali dei Ginecologi ed Ostetrici (CILOPGO). Dopo un intenso lavoro preparatorio durato due anni, nel 1953, il Comitato si concretizzò con la partecipazione di ben quattordici Paesi: Belgio, Cina, Cuba, Egitto, Francia, Germania Occidentale, Gran Bretagna, Italia, Iugoslavia, Grecia, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Svezia. Lo stesso Comitato si riunì ancora a Parigi, nel 1955; cambiò nome e divenne definitivamente Union Professionnelle Internationale des Gynecologues et Obstetriciens (UPIGO), organizzazione non governativa (ONG), registrata a Parigi presso la Domus Medica, con proprio statuto consultivo presso il Consiglio d’Europa. Intanto, nel 1954, molto probabilmente sull’esempio di quanto accaduto a Parigi l’anno precedente, in Svizzera, a Ginevra, un gruppo di Ginecologi statunitensi, canadesi e svizzeri ed italiani fondava la Federation Internationale de Ginecologie et Obstetrique (FIGO). Diciamo subito che, mentre l’UPIGO si indirizzò fin dall’inizio allo studio internazionale comparato della formazione e della qualificazione degli ostetrici ginecologi nonché all’armonizzazione ed omologazione della specialità nei Paesi della Comunità Europea e degli aspiranti tali, la FIGO assumeva un carattere eminentemente scientifico ed intercontinentale collegata alle Società Scientifiche della Specialità dei singoli Paesi che vi facevano parte. Possiamo affermare quindi che le due maggiori organizzazioni internazionali ginecologiche, fin dall’origine hanno avuto campi di azione e sfere d’influenza diverse anche se talora si integrano vicendevolmente. Nella presente nota ci soffermeremo innanzitutto sulle istituzioni ginecologiche internazionali in ambito europeo, in particolare su quelle che hanno avuto un ruolo fondamentale nei Paesi afferenti all’Europa Comunitaria col fine, come dicevamo all’inizio, dell’armonizzazione, omologazione ed ammodernamento della Specialità Ostetrico Ginecologica. È noto che in seno alla Comunità Europea è il Consiglio d’Europa che formula le cosiddette “Direttive Mediche” nei vari campi di ciascuna specialità: esse riguardano la didattica, il tirocinio postlaurea specialistico, gli standard assistenziali, la coordinazione e l’armonizzazione delle condizioni di esercizio delle professioni col fine ultimo della completa eliminazione delle barriere esistenti per l’omologazione delle specialità nei vari Paesi della Comunità Europea per la libera circolazione dei medici specialisti nell’ambito della Comunità medesima. Ebbene, fino al 1958, l’UPIGO è stato l’unico organo consultivo ufficiale del Consiglio d’Europa e continua ad esserlo tutt’oggi anche se affiancata ad altre istituzioni da essa derivate o ad essa parallele. Il lavoro svolto dall’UPIGO è documentato in 53 anni di ininterrotta attività svolta nelle Assemblee Annuali tenute, a rotazione, in uno dei Paesi della Comunità Europea e, negli ultimi anni, grazie alla sua evoluzione, anche in Paesi dell’Est e dell’Africa. Nel 1958, in occasione dell’Assemblea Annuale dell’UPIGO tenutasi a Bruxelles, avvenne un fatto molto importante: l’UPIGO, con l’ausilio di altri specialisti, decise di riunire i Medici della Comunità Economica Europea (CEE) delle varie specialità sotto un’unica sigla, Union Européenne des Médicins Specialistes (UEMS) con un proprio statuto; quindi, potremmo dire, che l’UEMS, almeno originariamente, è figlia dell’UPIGO. L’anno successivo, nel 1959, ad Amsterdam, veniva creato il Comitato Permanente dei Medici della CEE (European Union Standing Committee of Doctors), EUSC, formato inizialmente dai dirigenti del Consiglio di Direzione della World Medical Association (WMA), Associazione Medica Mondiale, successivamente composta dai rappresentanti dei Paesi europei che vi facevano parte e che, allo stato attuale, sono ben venticinque. Il Comitato di cui sopra è anch’esso un organismo di diritto privato, accreditato presso la CEE, ora Unione Europea (EU) con sede a Bruxelles. Il Comitato Permanente dei Medici della CEE riconobbe ufficialmente l’UEMS e l’UPIGO come gli unici organismi di consultazione della CEE medesima. In altri termini l’UPIGO e l’UEMS costituiscono gli organi consultivi e propositivi della Comunità Europea per la formulazione delle cosiddette “Direttive Mediche”. C’è da aggiungere che il campo d’azione del Comitato, in applicazione del Trattato di Roma del 1957, ossia del Trattato Istitutivo della Comunità Europea, prevede l’associazione anche di Paesi che non vi fanno parte e, pertanto, si è esteso al di là dei confini della Comunità Europea come è accaduto, ad esempio, per la Svizzera. Le difficoltà per la progressiva eliminazione delle barriere esistenti e per l’omologazione delle specialità nei vari Paesi, purtroppo non era obiettivo facile da raggiungere e ciò per le notevoli differenze esistenti da Paese a Paese come ad esempio la durata dei corsi di specializzazione, i vari indirizzi, le materie d’esame, la possibilità di formazione in cliniche universitarie e/o in ospedali con determinati requisiti e così via. Ed allora si rese necessaria la creazione, in seno all’UEMS, delle cosiddette “Sezioni Monospecialistiche”, ciascuna facente capo ad una singola disciplina per un totale di 34 all’inizio, ora 42, ossia quante sono, allo stato attuale, le specializzazioni riconosciute dalla CEE; tutto ciò accadeva nel 1962. È da notare che, in riferimento alla Ginecologia ed Ostetricia, stante gli stretti rapporti esistenti tra UPIGO ed UEMS, i delegati in seno alla Sezione Monospecialistica, in numero di due, erano prescelti tra quelli dell’UPIGO ed anche la Sessione Annuale dell’UEMS/Sezione Monospecialistica coincideva con l’Assemblea Annuale dell’UPIGO.

Un’altra svolta importante nell’assetto delle istituzioni ostetrico-ginecologiche europee si ebbe nel 1990 allorché l’UEMS, fermo restante la presenza e la validità delle Sezioni Monospecialistiche, decideva di istituire, nell’intento di darsi un’organizzazione più funzionale e rispondente ai tempi, un Board Europeo per ciascuna specialità. Conseguentemente l’anno successivo, nel 1991, i delegati UPIGO e quelli dell’UEMS/Sec.Gyn.Obs, riuniti in Assemblea Straordinaria in Lussemburgo, fondavano l’European Board of Gynaecology and Obstetrics (EBGO); contemporaneamente, per i Paesi non facenti parte della CEE afferenti all’UPIGO veniva creato l’Extended European Board of Gynaecology and Obstetrics (E-EBGO). A tal proposito è doveroso ricordare che furono queste due Commissioni di studio a formulare le raccomandazioni europee per la specializzazione in Ginecologia ed Ostetricia, integralmente adottate dall’UEMS e che formano parte integrante dell’European Training Charter for Medical Specialists del 1995. Questo documento si compone di dieci articoli e, dopo la Direttiva CEE n. 82 del 1976, adottata dal Governo Italiano con L. 29 dicembre 1990, n. 428 (G.U. 12 gennaio 1991, n.10, S.O.), costituisce il più importante documento riguardante l’adeguamento delle Scuole di Specializzazione alla normativa CEE: esso, infatti, riporta in dettaglio tutta la normativa e le condizioni necessarie per potere conseguire la Specializzazione in Ginecologia ed Ostetricia. Ricordiamo che con l’entrata in vigore della normativa CEE di cui sopra, l’Italia dovette adeguare le specializzazioni alle norme comunitarie: individuare le incompatibilità per coloro che frequentano i corsi di specializzazione, impossibilità di trasformare il rapporto di formazione specialistica in rapporto di lavoro subordinato, formazione specialistica a tempo pieno con l’impegno di orario di servizio, rispondenza delle strutture universitarie e di quelle ad esse collegate a parametri oggettivi di idoneità ai compiti didattici, di ricerca ed assistenziali, programmazione delle borse di studio su base nazionale e regionale, riserva di posti a favore di medici dell’amministrazione militare e di quelli provenienti da Paesi in via di sviluppo, obbligatorietà della lingua inglese; in riferimento alla Ginecologia ed Ostetricia ricordiamo ancora, in particolare, la durata del corso, cinque anni, un biennio comune ed un triennio di diverso indirizzo, l’abolizione della Specializzazione in Fisiopatologia della Riproduzione. Intanto i cambiamenti nell’assetto della Ginecologia Europea evolvevano ulteriormente: infatti, nel 1992, a Parigi, delegati UPIGO dei Paesi anglosassoni sostenuti dall’EAGO (European Association of Gynaecologists and Obstetricians) fondavano, sul modello del Royal College of Obstetrics and Gynaecology e sul modello dei Board creati dall’UPIGO l’anno precedente a Lussemburgo, l’European College of Obstetrics and Gynaecology (ECOG). L’ECOG orientò anch’esso la sua attività allo studio del training specialistico per cui si assistette, per alcuni anni, al fatto singolare, a livello della Comunità Europea, che due organizzazioni specialistiche quali l’EBGO e l’ECOG coesistevano lavorando nello stesso campo, una sovrapposizione inutile se non dannosa. Pertanto, ad iniziativa di esponenti dell’UPIGO e dell’ECOG, dopo una serie di colloqui ed incontri, nel 1996, si addivenne alla fusione dell’EBGO e dell’ECOG ed alla conseguente creazione di un organismo unitario, l’European Board and College of Obstetrics and Gynaecology (EBCOG); durante l’Assemblea di fondazione tenutasi a Bruxelles, presso la sede ufficiale dell’UEMS, il 21 settembre 1996 fu elaborato ed approvato lo Statuto del nuovo organismo e furono eletti il Comitato Esecutivo e gli Officers. Con questa fusione l’EBCOG diveniva automaticamente la Commissione di studio dell’UEMS/Sect.Obst.Gyn., già di pertinenza dell’EBGO. Le tabelle illustrative potranno meglio chiarire la struttura delle organizzazioni specialistiche nell’Unione Europea.

 

 

Unione Europea: Paesi che vi fanno parte

 

1957 = Belgio, Francia, Germania Occidentale, Italia, Lussemburgo, Olanda (Europa dei sei o piccola Europa)

1972 = Danimarca, Irlanda, Regno Unito

1986 = Grecia, Portogallo, Spagna

1995 = Svezia, Austria, Finlandia 

2004 = Rep. Ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria

 

Prossimi partner (dal 2007 ?): Bulgaria, Romania, Turchia

 

N.B.: dei Paesi aderenti all’Unione Europea non ancora fanno parte dell’Unione Monetaria (area dell’Euro) la Danimarca, il Regno Unito, la Svezia e quelli che sono entrati nel 2004.

 

 

Popolazione dei Paesi facenti parte dell’Unione Europea

 

Belgio                                          10.141.000

Francia                                         58.683.000

Lussemburgo                                    422.000

Germania                                     82.133.000

Italia                                             57.613.000

Olanda                                         15.678.000

Danimarca                                     5.313.000

Irlanda                                           3.681.000

Regno Unito                                 58.877.000

Grecia                                          10.600.000

Portogallo                                      9.869.000

Spagna                                         39.628.000

Svezia                                            8.875.000

Finlandia                                        5.154.000

Austria                                           8.140.000

Repubblica Ceca                         10.282.000

Ungheria                                      10.116.000

Polonia                                         38.718.000

Estonia                                           1.429.000

Slovenia                                         1.993.000

Cipro                                                986.000

Malta                                                378.000

Lettonia                                         2.424.000

Lituania                                          3.694.000

Slovacchia                                     5.377.000

 

Totale                                       450.225.000

 

 

Genesi cronologica degli organismi ufficiali europei ostetrico-ginecologici

 

1951    Paris: Il Syndicat National des Gynecologues Ostetriciens de France (SYNGOF) istituisce il Comitè International de Liaison des Organisation Professionnelles des Gynecologues Obstetriciens (CILOPGO).

1953    Paris: Prima riunione del CILOPGO con la partecipazione di 14 paesi: Belgio, Cina, Cuba, Egitto, Francia, Germania, Italia, Grecia, Lussemburgo, Norvegia, Portogallo, Svezia, Jugoslavia, Regno Unito.

1954    Ginevra: Fondazione della Federation Internationale de Gynaecologie et Obstetrique (FIGO).

1955    Paris: Il CILOPGO cambia nome e diviene definitivamente Union Professionnelle Internationale des Gynecologues et Obstetriciens, UPIGO, Organizzazione Non Governativa (ONG), con proprio statuto Consultivo presso il Consiglio d’Europa e con sede sociale a Parigi presso la Domus Medica e col seguente indirizzo: 60 Boulevard Latour-Maubourg, 75007 Paris.

1955    Paris: 1° Congresso dell’UPIGO.

1958    Bruxelles: L’UPIGO con l’ausilio di altri specialisti fonda l’Union Eurpéenne des Medecins Specialistes (dei 13 fondatori 6 sono ginecologi).

1959    Amsterdam: Dal Consiglio di Direzione della World Medical Association (WMA) viene creato il Comitato Permanente dei Medici della CEE con sede a Bruxelles che riconosce l’UEMS e l’UPIGO come unici organismi consultivi della CEE. Da questo comitato vengono emanate le “Direttive Mediche” per tutto quanto concerne la didattica, il tirocinio post laurea specialistico, gli standard assistenziali e così via.

1962    Bruxelles: L’UEMS crea le Sezioni Monospecialistiche, una Sezione per ciascuna Specialità riconosciuta dalla CEE; in origine 34, ora 42.

1990    Bruxelles: L’UEMS decide di istituire un board (Commissione di studio) per ciascuna specialità.

1991    Lussemburgo: L’UPIGO e l’UEMS/Section of Gynaecology and Obstetrics fondano l’European Board of Gynaecology and Obstetrics, EBGO, e l’Extended European Board ef Gynaecology and Obstetrics, E-EBGO, Commissioni di Studio, la prima dell’UEMS/Section of Gynaecology and Obstetrics, per i paesi facenti parte della CEE, l’altra per i paesi afferenti all’UPIGO non facenti parte della CEE.

1992    Londra: Delegati UPIGO ed altri ginecologi facenti parte dell’European Association of Gynaecologists and Obstetriciens (EAGO) fondano l’European College of Obstetrics and Gynaecology (ECOG) sul modello del Royal College of Obstetricians and Gynaecologists e dei Board creati dall’UPIGO.

1993    Atene: L’UPIGO fonda l’European Post-Graduate Academy of Gynaecology and Obstetrics per il Training Specialistico e per l’istituzione del Diploma di Eccellenza Europeo.

1995 e 1996: A Napoli, Atene, Bratislava, Roma e Strasburgo vengono tenute Sessioni di Esame per il conseguimento del “Diploma Europeo di Eccellenza in Ginecologia ed Ostetricia”.

1996    Bruxelles: Si addiviene alla unificazione dell’EBGO e dell’ECOG e viene fondato l’EBCOG, European Board and College of Obstetrics and Gynaecology. L’EBCOG, riassumendo in se le funzioni dell’EBGO, diviene automaticamente l’attuale Commissione di Studio dell’UEMS/Section of Gyn.Obs.

1998    Roma: Viene tenuta una Assemblea Straordinaria dell’UPIGO e viene programmato un nuovo assetto ed una nuova strategia dell’UPIGO dopo i recenti cambiamenti che hanno portato alla creazione dell’EBCOG.

2003    Bruxelles: Si addiviene ad una “amalgamation” tra EBCOG ed EAGO.

2004    Berlino: L’UPIGO modifica ed aggiorna il suo simbolo.

 

Infine l’ultimo cambiamento: come è stato detto in precedenza, l’EAGO (European Association of Gynaecology and Obstetrics) aveva originato l’ECOG (European College of Gynaecology and Obstetrics). Questi, a sua volta, si era fuso con l’EBGO (European Board of Gynaecology and Obstetrics) venendone fuori un unico organismo: l’EBCOG. Orbene, fin dalla fondazione, in seno all’EBCOG, andava formandosi una corrente maggioritaria avente per obiettivo, riporto la dizione originaria, una “amalgamation” tra EBCOG ed EAGO. La proposta avanzata fin dall’inizio e continuamente reiterata incontrava però grosse difficoltà di attuazione per il semplice fatto che l’EBCOG era ormai un organismo rappresentativo ufficiale dei Paesi della Comunità Europea e precisamente, come abbiamo visto, la Commissione di Studio dell’UEMS/ Sect. Gynaec. Obst. Era pertanto costituita soltanto dai delegati rappresentanti i Paesi della Comunità Europea, mentre nell’EAGO confluivano indistintamente ginecologi di tutti i Paesi europei; ancora l’EBCOG, ereditando la struttura rappresentativa dell’EBGO e dell’UPIGO è costituto da delegati ufficiali, in numero prestabilito, esattamente due per ciascuna Società Scientifica e/o Professionale Ostetrico Ginecologica dei Paesi facenti parte della Comunità Europea, mentre l’EAGO è un’associazione individuale di liberi associati. Ciò nonostante di recente “l’operazione” è stata portata a termine col risultato pratico che l’EAGO, confluendo sotto “l’ombrello” dell’EBCOG, è praticamente scomparsa. Concludendo, possiamo affermare che allo stato attuale le istituzioni ginecologiche internazionali che a noi interessano sono le seguenti:

a)         la FIGO, a carattere intercontinentale di ispirazione eminentemente scientifica e che tiene un congresso mondiale ogni tre anni, a rotazione, in uno dei cinque continenti e nell’ambito di questi nel Paese più votato dai rappresentanti ufficiali delle società scientifiche dei Paesi rappresentati nel Board;

b)         l’EBCOG, a carattere eminentemente professionale, commissione di studio dell’UEMS/ Sect. Gynaec. Obst. cui fanno capo ufficialmente i Paesi della Comunità Europea, attualmente 25, ma che, dopo “l’amalgamation” con l’EAGO comprende anche altri Paesi europei;

c)         l’UPIGO che, dopo la fondazione dell’EBCOG non è più rappresentata in seno all’UEMS anche se vi collabora e che ha orientato la sua azione allo studio e al progresso della specialità nei Paesi emergenti dell’Est e dell’Africa.

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

1.         Adinolfi G: Atti Soc. Ita. Gin. E Ostr. – Congresso Perugina, A.2002, pag. 427 e segg.

2.         Adinolfi G: In G.C. Di Rienzo – Ginecologia e Ostetricia, pag. 550 e segg.

3.         Adinolfi G: 1953-2003, UPIGO’s fifty years of life, CIC Ed. Int., Roma 2003.

4.         Annual Meetings of UPIGO: Paris 1953, Paris 1955, Madrid 1956, Brussels 1958, Lisboa 1958, Amburg 1963, Paris 1965, Rome 1967, Brussels 1968, Bologna 1968, Gent 1969, Versailles 1970, Brugge 197O, Bochum 1971, Vienna 1972, London 1972, Zandvoort 1973, Paris 1974, Strasbourg  1975, Madrid 1976, Dublin 1977, Luxembourg 1978, London 1979, Stuttgard 1980, Rome 1981, Antwerpen 1982, Lausanne 1983, Nijmegen 1984, Besancon 1985, Munich 1986, Dublin 1987, Luso 1988, Athens 1989, Luxembourg 1990, Vienna 1991, Strasbourg 1992, Debrecen 1993, Capri 1994, Montpellier 1995, Luxembourg 1996, Coimbra 1997, Rome, Exctraordinary Assembly 1998, Athens 1998, Dresden 1999, Poznan 2000, Marrakesh 2001, Dakar 2002.

5.         Autori Vari: Guida all’esercizio Professionale per i medici chirurghi e gli odontoiatri, C.G. Ed. Medico- Scientifiche, Torino 1994.

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8.         General Assembly of UEMS/Section Gyn.Obs. Lisboa 1958, Amburg 1963, Paris 1965, Rome 1967, Bruxelles 1968, Bologna 1968, Gent 1969, Versailles 1970, Brugge 1970, Bochum 1971, Vienna 1972, London, 1972, Zandvoort 1973, Paris 1974, Strasbourg 1975, Madrid 1976, Dublin 1977, Luxembourg 1978, London 1979, Stuttgart 1980, Rome 1981, Antwerpen 1982, Lausanne 1983, Nijmegen 1984, Besancon 1985, Munich, 1986, Dublin 1987, Luso 1988, Athens 1989, Luxembourg  1990, Luxembourg, Extraordinary Assembly 1990.

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